Visualizzazione post con etichetta marketing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marketing. Mostra tutti i post

sabato 12 maggio 2012

PinterestItaly e NinjaMarketing si concentrano su Caffè Carbonelli

In questa settimana sono stati pubblicati due articoli che riguardano la nostra torrefazione ed il nostro modo di fare impresa. 
Per il primo articolo ho risposto a domande specifiche sul nostro modo di usare Pinterest, rivoltemi dagli autori del Blog italiano dedicato al nuovo social network. 
Questo è il link dell'articolo che racchiude la mia intervista integrale. 


Per l'articolo di Ninja Marketing, uno dei blog italiani di riferimento per il marketing e la comunicazione, l'intervista si è sviluppata su argomentazioni relative al nostro modo di fare impresa, e all'uso dei social media. Le mie risposte sono state sapientemente accostate ad alcuni dati sul mondo dell'ecommerce e del webmarketing in generale. Questo è il link all'articolo. 



sabato 5 maggio 2012

Dal giornale all’ Ipad. I tempi passano per il cesso.


Noi siamo in cinque in famiglia, e come tutte le famiglie, quando si viveva sotto lo stesso tetto, soprattutto quando noi figli eravamo piccoli e adolescenti, i tempi alla mattina erano sempre molto stretti. Un solo bagno, tre colazioni, tre cartelle pesanti, il profumo del caffè dal letto, aspettando il proprio turno in bagno, e poi la puzza di cibo che mamma già aveva messo a cuocere mentre si faceva colazione.

Da piccolo sentivo papà alzarsi verso le seimenodieci, e dopo aver messo il caffè sul fuoco, lo vedevo entrare in bagno con il giornale del giorno prima. Usciva dopo tre quarti d’ora, pettinato a profumato. E io pensavo: “ma quanto tempo ci mette.. “. A me piaceva essere il secondo ad entrare in bagno, anche essendo il più piccolo, mi svegliavo prima dei miei fratelli. Mi piaceva il profumo di dopobarba che lasciava papà e preparare la cartella prima di scendere. Papà ha sempre accompagnato tutti e tre noi figli a scuola. Scuole diverse. Faceva un giro enorme ogni mattina per poi ritrovarsi in torrefazione verso le otto e mezzo. E io, che ero il primo a svegliarmi, ma l’ultimo a scendere dalla macchina, gli chiedevo, quasi ogni mattina, cosa aveva letto sul giornale? Riusciva a dirmi tutti i titoli, ma solo di pochi articoli i contenuti.

Oggi i miei fratelli hanno una loro famiglia, e io vivo da solo. I miei sono un po’ più attempati, ma sempre premurosi e ansiosi nei nostri confronti. In questi giorni fa un anno che sono andato via di casa, e ultimamente è capitato, che con la febbre alta, un po’ perché mi piace essere coccolato, un po’ per non aumentare le preoccupazioni dei miei sapendomi a casa solo e con il febbrone, mi sono fatto convincere volentieri a passare qualche giorno da loro. E niente, si sono invertiti un po’ i ruoli:
Il primo ad alzarsi, in quei giorni, ero io, più o meno verso le sette. Mi facevo il caffè, con la macchinetta che fa un casino - perché, non so voi, ma purtroppo a casa mia si è sempre avuta l’usanza che le cose migliori che vendiamo o produciamo si regalano agli altri, e invece a casa nostra ci si arrangia (faccio una lotta costante da trent’anni contro questa cosa) – e poi entravo in bagno con il mio ipad e con l’iphone, perché con l’iphone twitto e con l’ipad leggo gli approfondimenti dei tweet, e uscivo dal bagno verso le ottoeunquarto, con mio padre che mi guardava e faceva sorridendo: “ma che fai un’ora e mezza in bagno cu’sti cosi? Che poi ancora ti sei manco lavato”, e io gli rispondevo “Pà, leggo i giornali e mi scrivo coi giornalisti che scrivono i pezzi”. Poi mi chiedeva quali articoli, e io gli rispondevo con i testi dei tweet che più mi erano interessati, e facendogli leggere i commenti e le conversazioni nate con gli autori di quei tweet e degli articoli.

E niente, stamattina ero in bagno quando ho letto il tweet di @riccardowired che consigliava il bellissimo articolo di @lucasofri pubblicato su @chefuturo, erano le ottomenoventi, mi son fatto prendere. Mi son reso conto che sono uscito dal bagno alle nov’eddieci. E non m’ero ancora lavato. Stamattina ho battuto il record. E menomale che è sabato.

I nostri padri, col giornale erano costretti a leggere un blocco finito di articoli, e scegliere quale approfondire. Noi, con la rete, e gli strumenti che questa ha saputo creare, abbiamo la fortuna e l’opportunità di scegliere gli articoli di nostro interesse in un mondo infinito che è il web. E non si pagano.

Passa il tempo, e cambiano gli strumenti, ma le vecchie e buone abitudini restano. E se sappiamo approfittare dei progressi, diventeranno sempre migliori. L’unica costante resta il cesso.

venerdì 6 aprile 2012

Falle del sistema o truffe dei merchant? Groupon danneggia l'ecommerce

Mi chiamo Luca Carbonelli e mi occupo della comunicazione e del marketing per quella che è la micro impresa di famiglia, la Torrefazione Caffè Carbonelli. Produciamo caffè.

Sono stato attratto dal fenomeno Groupon sin dalla sua nascita. Ho acquistato spesso sul sito, ed in tutta onestà non ho mai riscontrato particolari problemi nel beneficiare dell'offerta acquistata, forse grazie a quel pizzico di esperienza che ho nella vendita online, che mi porta, prima di concludere un acquisto, a verificare il fornitore dell'offerta ed i termini previsti per essa.

Considerando la mia passione per il marketing ed il web, la propensione della mia azienda al commercio elettronico, e la volontà di riuscire a divulgare il mio prodotto ad un pubblico massivo cercando di limitare i costi pubblicitari, poco tempo fa mi sono concentrato sull'azienda leader del “couponing”, cioè della vendita di un coupon che dà diritto al bene o al servizio associato, ad un prezzo molto scontato rispetto al suo costo effettivo.

Quando a novembre decisi di provare ad avvicinarmi a Groupon come merchant, cioè come fornitore del bene prodotto dalla mia azienda, mi sembravano tutte rose e fiori. Vedevo offerte di cialde e capsule caffè, su Groupon, di prodotti anonimi, senza marchi, e di dubbia qualità, che erano offerti da fornitori di prodotti elettronici che, in un mercatino disordinato, proponevano anche il caffè.

“se riescono a fare centinaia di vendite in questo modo, figuriamoci io che sono uno dei primi venditori ebay”, pensai tra me e me, potendo vantare oltre settemila feedback positivi sul sito di commercio elettronico più noto del web.

Le premesse c'erano tutte, ed io ero entusiasta. Premetto che tutti i contatti e le trattative li ho avuti solo con i referenti della sede centrale di Groupon Milano.

Loro si presentano come agenzia pubblicitaria, in quanto non dichiarano di vendere il tuo prodotto, ma di pubblicizzare offerte di servizi e prodotti attraverso una newsletter giornaliera inviata ad utenti che si sono in precedenza registrati al sito. A novembre si parlava di circa cinque milioni di utenti. Ma il numero è in costante crescita. Come operazione promozionale era davvero appetibile. Ho approfondito il tutto e ho preparato le offerte migliori in circolazione. Non volevo sfruttare Groupon commercialmente per fare business, ma esclusivamente per promuovere il mio prodotto. Ne avrei avuto un ritorno enorme. Arrivammo all'accordo sulla percentuale da riconoscere a Groupon e sul prezzo di uscita al pubblico per quattro offerte diverse. Avevo anche effettuato una produzione molto più grossa rispetto alla nostra media settimanale, proprio per evitare possibili ritardi nelle consegne, e mi ero fatto recapitare tutto il materiale dai miei fornitori (cartoni, bobine, ecc.), per esser pronto alla vendita di migliaia di pezzi in pochi giorni. Inoltre avevo raggiunto accordi ad hoc con il corriere per delle tariffe di spedizione molto vantaggiose. Era tutto studiato nei minimi dettagli, e la mia pignoleria mi aveva portato a rimandare l'uscita del deal da novembre a marzo, periodo durante il quale groupon ha avuto numerose segnalazioni negative da parte dei consumatori. Già questo per me era fonte di perplessità, in quanto io non sarei andato a presentare un marchio anonimo, ma il mio marchio Caffè Carbonelli, che oggi è forse uno dei prodotti caffè più venduti sul web in Italia, e non avrei mai potuto rischiare un danno d'immagine a causa di servizi poco chiari. Proprio per chiarire queste perplessità e per limare alcuni dettagli, decisi di recarmi fisicamente in sede Groupon a Milano. Per l'occasione portai con me il prodotto, ed il pack con cui l'avrei presentato, proprio per far intendere a chi di dovere, che si presentava un prodotto caffè nettamente migliore rispetto a quelli offerti sino a quel momento nei deal groupon. il mio referente mi confermò che, con le offerte preparate, sicuramente avrei avuto una visibilità ed un ritorno, anche in termini di vendita, molto elevato, per questo mi propose interessanti progetti futuri in relazione ad alcuni cambiamenti previsti nella loro piattaforma. Ma le perplessità aumentarono nel momento in cui avrei dovuto firmare il contratto.

Il contratto che propone groupon al merchant presenta alcuni punti che sono di un'ambiguità spaventosa. Partendo dalla durata dell'accordo, che loro prevedono di due anni. durante tale periodo si concederebbe a Groupon la piena esclusiva di vendita del prodotto oggetto del deal, e non solo online. Uno dei punti oggetto del contratto obbliga il merchant a non poter effettuare vendite del prodotto tramite coupon sia online che offline. Quando ho chiarito che non avrei mai accettato condizioni del genere, il referente si è reso disponibile ad eliminare i punti in questione, e a diminuire la durata dell'accordo da 24 mesi a 6 mesi. Tutte promesse, che poi all'atto della firma non venivano mai riportate nel contratto. Dopo molte mie rimostranze e trattative varie, modificarono l'accordo semplicemente depennando i punti, aggiungendo le condizioni concordate con delle scritte a penna. Il mio legale mi consigliò di non firmare mai un accordo scritto in quel modo. E quindi non è andata a buon fine la mia trattativa con Groupon.

Mi sono ritrovato con la materia prima acquistata in eccesso, ma questo è un danno relativo in quanto ottimisticamente si spera di crescere sempre nelle vendite. La beffa vera e propria, c'è stata quando sulla stessa piattaforma, pochi giorni dopo la ricezione dell'ultimo contratto depennato, che avrei dovuto firmare, è comparso il deal di un rivenditore di caffè che conosco benissimo, in quanto sono stato vittima di loro pratiche scorrette. Trattasi di una agenzia di comunicazione, e non di un produttore di caffè che spaccia il prodotto in offerta su Groupon e non solo, come, cito testualmente: “le più rare e squisite qualità di caffè “Jamaica Blu Montain”, le più pregiate del mondo, per poter offrire un caffè di qualità superiore e garantire una qualità eccezionale a tutti grandi intenditori di caffè”.

Ora, io sono un produttore di caffè, uno studioso del caffè, un conoscitore del mercato del caffè. Quindi vi dico che è vero che il Jamaica Blu Montain è uno dei caffè più pregiati. Il suo costo è di circa 70,00 € al kg (crudo) se si effettuano acquisti di un certo rilievo, quindi viene rivenduto, dopo la lavorazione, sicuramente a non meno di 120,00 € al kg (se si volesse proporre un'offerta davvero speciale). Per produrre 200 capsule di caffè occorrono 1,4 kg di caffè tostato, quindi circa 1,68 kg di caffè crudo (nella lavorazione, il caffè perde circa il 20% del suo peso). Su queste basi posso affermare che una produzione del genere costerebbe circa 117,00 €.

Non entro nel merito della presentazione dell'offerta da parte del rivenditore in questione, in quanto quello che in questo caso mi preme sottolineare è che groupon non ha assolutamente verificato la veridicità della descrizione dei prodotti proposti a cinque milioni di utenti. Groupon è stata in questo caso, promotore di una truffa ai danni del consumatore. Dalla verifica, se ci fosse stato un ufficio addetto a questo tipo di operazione, si sarebbe dovuto evincere che la qualità del caffè, non è quella presentata nei deal delle offerte. Che il marchio in questione è nato da non più di qualche mese. Una vera e propria truffa.

Groupon però, in uno dei punti del contratto fa cadere sul merchant tutte quelle che sono le responsabilità sul prodotto. Quello che è inaccettabile, è che groupon, tramite i suoi responsabili, continua a giustificare le proprie mancanze con rassicurazioni su controlli che in realtà non vengono effettuati. Stiamo parlando di un prodotto alimentare. Quali sono i controlli che groupon opera su prodotti alimentari? Quali sono i controlli che effettua Groupon sui prodotti pubblicizzati? Chi tutela il consumatore in caso di frode?

Io credo che gli uffici Groupon che dovrebbero controllare prodotti e fornitori dei prodotti non funzionino a dovere, anche in quanto uno dei punti del contratto su cui Groupon è drastica, riguarda l'esclusiva che intende ricevere per vendita del prodotto offerto, che obbligherebbe il fornitore a non vendere lo stesso prodotto con medesime offerte su altri siti di couponing. Beh, il caffè in questione, in un mese, è comparso su ben altri due siti di couponing, con le stesse offerte e con le stesse false descrizioni. Quindi forse non è da discutere la buona fede di Groupon, ma semplicemente la scarsa capacità di stare dietro alla miriade di offerte che sono proposte sul loro sito. Magari con maggiori controlli si proporrebbero sicuramente un numero inferiore di beni e servizi, ma allo stesso tempo ci sarebbero meno rimborsi e meno lamentele da parte dei consumatori. Di questo passo, groupon e tutti i siti concorrenti, non aiutano il commercio elettronico, anzi lo danneggiano, rendendo il consumatore ancor più scettico verso l'ecommerce.

giovedì 15 marzo 2012

Caffè Carbonelli. My work, My passion, your coffee.

Spesso mi ritrovo in giro a comunicare il mio lavoro, Il mio prodotto.
Oggi ve lo faccio vedere, sentire, fatemi sapere se percepite anche solo un pò dell'aroma che mi porto dentro.


se poi volete effettivamente provarlo www.caffecarbonellishop.com

domenica 11 marzo 2012

A casa mia twittiamo da sempre.

Io non sono mai stato l'estroverso della famiglia.
Stamattina leggevo uno dei tanti interessanti articoli sul nuovo modo di comunicare che è ormai entrato nella nostra vita. Ed ero a casa dei miei genitori.
f
I miei genitori sono persone semplici, vecchia generazione. Anni '30 mio padre, anni '40 mamma. Persone colte dei propri interessi. Delle altre cose li possiamo definire curiosi. Io sono un prodotto della vecchia generazione. Ultimo di tre figli, con dieci anni che mi allontanano da mio fratello, e sette da mia sorella. A casa non ho mai avuto un cazzo da dire. O meglio, ho sempre pensato che c'erano argomenti diversi e modi diversi di comunicare gli argomenti diversi che interessano a generazioni troppo diverse.

Mentre eravamo a pranzo:
mio padre: "We, e allò che hai fatto venerdì a Roma?"
Io: "niente. ho conosciuto il direttore della rivista che mi faccio arrivare, e ho parlato di lavoro con alcuni amici".
mia mamma: "Embè, che ha detto il direttore? "
Io: "niente mà, lui era troppo preso per concentrarsi su di me. Ci siamo solo presentati".

Eravamo alla frutta, e squilla il telefono. Risponde mia madre.
Mia mamma: "Luca ha conosciuto il direttore della rivista che arriva tutti i mesi".

Quasi in contemporanea il mio iphone mi notificava qualcosa. Mi è partita una risata, di quelle che solitamente si fanno tra amici. Una risata complice.

Praticamente mia mamma, parlando con mia sorella, mi stava REtwittando. E' una vita che mi sento in colpa perchè non rendo troppo partecipi i miei di tutto ciò che faccio, mi si dice sempre che sono scostante, ecc. ecc. e ovviamente anche le mie risposte a ciò che mi dicono loro sono sempre un pò così, striminzite. E' una vita che twittiamo.

Mi sono ritrovato a spiegare loro, cosa è twitter, come funziona, e allo stesso tempo mi rendevo conto che se glielo spiegavo appena l'avevano lanciato, forse erano tra i primi a comprenderlo con facilità. Quando poi gli ho detto che per dire qualcosa su twitter bisogna usare solo 140 lettere, mio padre fa: "Guagliò, se tu usassi tutte le 140 lettere quando parli con noi, noi non avremmo bisogno di doverlo leggere quello che fai".

E vabbuò. Ma noi è così che ci capiamo. E ci siamo mangiati una sfogliatella.

giovedì 23 febbraio 2012

Mia cara Ebay, ti spiego perchè mi sento tradito

Sempre su www.tecgeconomy.it http://www.techeconomy.it/2012/02/23/mia-cara-ebay-ti-spiego-perche-mi-sento-tradito/ il seguito della mia lettera aperta ad ebay.

Da wikipedia:

eBay è una piattaforma (marketplace) che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti sia nuovi che usati, in qualsiasi momento, da qualunque postazione Internet e con diverse modalità. La vendita consiste principalmente nell'offerta di un bene o un servizio da parte di venditori professionali e non; gli acquirenti fanno offerte per aggiudicarsi la merce. Vengono applicate tariffe, interamente a carico dei venditori, sia per pubblicare un qualsiasi tipo di inserzione sia quali commissioni sul valore finale dell'oggetto venduto. È obbligatoria l'iscrizione gratuita al sito.

La prima frase che si legge consultando la guida ebay è: “eBay è in assoluto il primo sito di commercio elettronico in Italia e nel mondo. Registrati subito anche tu. E’ gratis! Su eBay puoi comprare e vendere di tutto. È facile e divertente”.

Mi registrai nel 2005, acquistai un cellulare. Ne vendetti poi tre.

Un giorno, credo fosse aprile del 2006, sentii parlare mio padre e mio fratello di cessione dell’attività di famiglia, dei macchinari, e del marchio che porta in sé il mio cognome: Caffè Carbonelli”. Produciamo caffè.

A maggio dello stesso anno, mio fratello, scherzando amaramente, dopo che gli dissi di esser riuscito a vendere un vecchio paia di occhiali a 60,00 euro, mi disse: “Vogliamo provare a venderlo qui su, il caffè?”

Lo guardai scettico. “E tu lo compreresti il caffè su internet?”, gli risposi.

Da quel momento però cominciai a leggere le pagine di quella piattaforma con occhi diversi.

Nella pagina ebay dedicata all’ Ecommerce per le aziende, la prima frase che si legge è:

Se vuoi allargare il tuo giro d'affari, raggiungendo nuovi clienti al di fuori della della tua area geografica, eBay è lo strumento giusto, il primo sito di ecommerce in Italia e nel Mondo.

Cazzo! Pensai, e proviamo.

Oggi, dalla stessa pagina, si può accedere a quella dedicata ai “venditori di successo”.

Ed eccomi lì, che già ci mettevo la faccia, all’epoca più paffuta, di fianco a mio padre e mio fratello.

Da wikipedia:

I marketplace sono, in generale, il luogo, reale o metaforico, in cui avvengono degli scambi. Nella lingua italiana, tuttavia, i marketplace servono ad indicare i siti internet di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio; in altre parole il marketplace, che in lingua inglese significa "luogo di mercato", è un mercato online in cui sono raggruppate le merci di diversi venditori o diversi siti web. L'esempio più noto di marketplace è eBay.

Parliamo, quindi di ebay, inteso come luogo di mercato. Come è giusto che sia, ogni mercato ha i suoi venditori professionali, e tra questi ce ne sono sempre alcuni che si distinguono per qualità, economicità, servizi offerti.

Come ogni mercato che si rispetti, anche ebay si basa sul “passaparola” sulla buona nomea dei venditori. Essendo un mercato globale basato su contratti a distanza, ebay ha inserito sulla sua piattaforma, il sistema di feedback. Con questo sistema l’acquirente ha la facoltà di rilasciare un commento positivo, negativo, o neutro, sulla pagina feedback del venditore in questione, che funge da guestbook di tutti gli utenti che hanno effettuato un acquisto presso di lui. Questa pagina diviene, col passare del tempo, la reputazione del venditore.

In questi anni ebay ha integrato il sistema di feedback con la “valutazione dettagliata del venditore”. Qui, oltre a lasciare il feedback, l’acquirente può esporre la sua valutazione, del tutto anonima, per: oggetto conforme alla descrizione, comunicazione, tempi di spedizione, costi di spedizione e imballaggio.

Fino a qualche mese fa, ebay chiamava i migliori venditori professionali Power seller, e li distingueva in cinque livelli (bronzo, argento, oro, platino, titanio) in base al volume di vendite mensili e al numero degli oggetti venduti.

Da qualche mese, questa denominazione non esiste più. E i venditori che l’avevano acquisita per merito, si sono ritrovati d’ un tratto a dover rinunciare alla qualifica, ed a verificare mese per mese di avere i requisiti per rientrare nella nuova macrocategoria dei venditori “Affidabilità Top”, dove diventa di fondamentale importanza, non solo il feedback, ma soprattutto la valutazione dettagliata del venditore. I venditori affidabilità top beneficiano di maggiore visibilità nella ricerca degli oggetti, e particolari sconti sulle commissioni sul venduto.

Tra le tante cose, il gruppo ebay ha creato quello che è il sistema di pagamento più sicuro per le transazioni online. Paypal. Questo ha, con gli anni, avvicinato gli utenti all’ ecommerce, grazie all’ottimo sistema di protezione per gli acquirenti, che garantisce a chi acquista, la massima protezione in caso di truffa, o semplici acquisti relativi ad oggetti non conformi alla descrizione, o non rispettanti i tempi previsti. Con rimborso totale della somma versata.

Ebay sembrerebbe aver creato un sistema perfetto. Peccato che resta chiuso.

Nell’era del social network (ho sempre amato definire ebay un social market), ebay non ci mette la faccia. Un venditore professionale, ed un professionista serio, deve accettare risposte generiche, dall’assistenza clienti, rimandanti alla consultazione delle regole previste dalla piattaforma in questione, senza possibilità di un confronto. E’ ingiusto che una piattaforma tanto seria, che ha fatto la propria fortuna anche grazie alla professionalità di tante pmi e degli oggetti da queste venduti (ebay trattiene una commissione pari all’ 8%) a causa di una scarsissima elasticità, e alla totale protezione esclusiva dell’acquirente, dia la possibilità ad un utente qualsiasi di ledere la reputazione di un venditore professionale potendo rilasciare un feedback basandosi su gusti personali, e non sulla effettiva efficienza dei servizi offerti dal venditore e del relativo prodotto corrispondente a descrizione. A fomentare le obiezioni dei venditori, il fatto che ormai non è più possibile rilasciare feedback negativo agli acquirenti. Non è previsto, inoltre, un ufficio addetto a studiare ad hoc i casi venutisi a creare, ma il venditore bisogna che si accontenti dell’invito a rivolgersi al giudice di pace. una beffa vera e propria, i venditori, la subiscono quando, come e' accaduto in questo periodo, a causa di disservizi provocati con giusta causa dai trasportatori (partner essenziali per un buon venditore che usa l'ecommerce come suo canale di vendita primario), gli acquirenti valutano scarsa la voce "tempi di spedizione", punto fondamentale nella valutazione dettagliata del venditore, causando il declassamento del fornitore da "affidabilita top" a semplice venditore.

Doverosa e' quindi una preghiera ad ebay, che apra un ufficio dedicato ad un servizio clienti maggiormente preparato alla tutela di quelle aziende che, oggetto dopo oggetto, pagando i dovuti diritti di commissione, riescono a venir fuori da una crisi economica straziante, grazie a quello che prima era identificato come un canale di vendita alternativo, ma che oggi e' la salvezza di tante pmi.


mercoledì 22 febbraio 2012

Mia cara Ebay, amante infedele.

Ho scritto questa lettera aperta, pubblicata su www.techeconomy.it http://www.techeconomy.it/2012/02/22/mia-cara-ebay-amante-infedele/

Mia cara eBay,

sembra ieri quando ci conoscemmo. Tu ancora giovane e sbarazzina, che a testa alta col tuo tailleur cercavi relazioni serie, stanca delle solite “bottarelle e via” dei furboni che ti usavano al solo scopo di un’eccitazione momentanea, e io che timidamente ti osservavo da lontano chiedendomi se mai potessi accorgerti di me.

Quei tuoi colori solari, quella tua forma disordinatamente accattivante, e quel tuo linguaggio nuovo, bello, che col tempo mi ha arricchito a tal punto da farlo mio.
Pensavo e ripensavo a come attrarti. Prima ti offrii dolci che hai fatto assaggiare un po a tutti i tuoi amici sparsi per l’Italia, volevo prenderti per la gola. Poi ricordo che un giorno ebbi un’occasione da un amico, e ti portai uno di quei pupazzi giganti di Winnie the Pooh, da vetrina, che ora è in bella mostra in un Hotel Parigino. Arrivai a fare quelle sciocchezze da adolescente innamorato, per te.
Ma sentivo che non bastava, mi trattavi come uno dei tanti, ci sbattevo la testa, e pensavo a cosa poterti offrire, di buono, bello e duraturo. E una notte, osservandoti nei dettagli, forse capii che quello che più ti sarebbe piaciuto, sarebbe stata la cosa più semplice che avevo. Un caffè. Oh, quanti caffè ti ho offerto da quel lontano duemilasei ad oggi.

Tutto nacque dal primo, messo lì con una classica musichetta di sottofondo e De Filippo che te lo presentava dal suo balconcino, il classico espresso napoletano. Forse da lì capisti che facevo sul serio, che non ero uno dei tanti. Ricordo che cominciasti a parlarmi di feedback. Studiammo insieme il modo in cui diventare più belli. E io lì a vantarmi dei complimenti che i tuoi amici rivolgevano ai miei caffè e a come stavo riuscendo a rapire il tuo cuore.
Fu un amore folle. Per te non dormivo la notte. Seguivo ogni tuo passo, e diventai gelosissimo. Studiai i movimenti di tutti quei tuoi corteggiatori improvvisati, e anche di quelli che già da tempo ci provavano seriamente come me. Alla fine ci riuscii. Perchè gli altri non avevano quello che avevo io. Io solo ero l’originale.

Cominciai ad entrare nelle tue grazie. Dopo mesi di presentazioni e costanti ammiccamenti, mi rendesti felice inserendomi in quella categoria dove erano i corteggiatori migliori che ti piaceva chiamare “power seller”. Ed io lì contento che mi dicevo: vuoi vedere che anche lei si sta innamorando di me? E comunque non bastava. Sentivo che ti dividevo ancora con gli altri.
Andammo avanti per mesi, ed eri sempre più contenta di me, delle mie prestazioni. Una sera di quel lontano dicembre mi sussurrasti all’orecchio, “TI AMO”. Il giorno seguente mi ritrovai lì in prima pagina, dicevi a tutti che ero il migliore. Ti vantavi con tutti, “eccolo, eccolo, Il migliore venditore della piattaforma”. In un primo momento, era come se stessi toccando il cielo con un dito. C’ero riuscito. Umilmente, io, piccolo piccolo, ero arrivato a scalare il tuo cuore fino a farti innamorare. Oh, quanto siamo stati felici insieme. Cominciai così a credere sempre più in me, in quello che potevo offrire. Non ho mai pensato neanche per un momento a farmi l’amante. Eppure se ne sono presentate, pronte ad accogliere tutti i miei caffè. Piattaforme di ogni tipo, anche le tue gemelle francesi, inglesi e tedesche. E invece no. Io ti sono sempre stato fedele. Eravamo sempre più soddisfatti del nostro legame. Ci arricchivamo di noi.

Poi, ad un certo punto qualcosa è cambiato. Pensai “eccola, la crisi del settimo anno”, invece era solo il quinto. Tutto andava bene, quando ad un certo punto iniziasti a sparare paroloni nuovi: pretendesti che anche io dovevo conoscere questo sistema della “rilevanza”, e io lì, che mi fidavo di te, la studiai a tal punto che me la feci amica, e poi alleata, la rilevanza. In poco tempo anche lei fu parte di me. Diventai il caffè più rilevante per te. E tu anche lì eri stracontenta. Solo che per me cominciò a cambiare qualcosa. Aprii gli occhi. Cominciai a pensare che il tuo era un amore non disinteressato.

Tu non mi offrivi ai tuoi fans, tu mi vendevi. Su ogni complimento, su ogni feedback, tu ci lucravi. E più è cresciuto il nostro amore, più ci hai guadagnato. Mi arrabbiai per questo. E poi il nostro rapporto cominciava ad essere ossessivo. Io e e te, te e io, e quindi mi allontanai un po’ per pensare. Iniziavo a concentrarmi su di me. Mi dissi, ora me la creo io a mio piacimento una piattaforma con cui farci l’amore senza che pretenda nulla in cambio. La chiamai come il mio caffè: caffecarbonellishop. Con lei si erano invertiti i ruoli. Io ero tutto impettito, e lei timida, che pian piano in due anni è cresciuta, portando sempre nuovi amici ad apprezzare il mio caffè. Io per lei sono sempre stato l’unico. Mentre tu mi hai sempre fatto pensare che te la facevi un po’ con tutti.
In quest’ultimo anno poi? Ah, che delusione.

Veramente forse abbiamo bisogno di una pausa di riflessione, mia cara eBay. Non mi chiami più “amore”, io che cerco di ricostruire un rapporto portandoti sempre più caffè, riempiendo me e te di feedback per mostrarmi sempre più bello ai tuoi occhi. E tu? Tu che porti altre novità. Ora per te non esiste più la categoria dei “power seller” dove io mi sentivo come un supereroe dei cartoni animati. NO! Ora ci dobbiamo adeguare all’europa anche noi. E allora io e tutti quelli come me (e qui ho capito che devo prendere in mano la situazione), devono stare alle nuove regole. Superare ogni mese un test per entrare nella nuova macrocategoria dei corteggiatori “Affidabilità TOP”. E anche qui mi sono adeguato. Ho detto ok, vuoi questo? E ti darò questo! Te l’ho dato per due mesi. Due mesi di stress, di lavoro costante. Preciso, puntuale. Perfetto!

E poi? Poi quando arrivano difficoltà che non dipendono da me, quando i miei collaboratori, si, proprio loro che hanno sempre svolto il loro dovere, quando loro hanno qualche problema, qualche ritardo, non ti portano il caffè nei tempi giusti a causa della crisi che tu conosci bene, perchè non vuoi dirlo, ma anche tu ti stai fottendo dalla paura, è questa la verità di tutti questi tuoi cambiamenti, beh che fai? Quando io con loro abbiamo bisogno di un po’ di comprensione. Tu che fai? Ci sbatti le porte in faccia come se fossimo uno di quelli da una botta e via? E ci fai fuori dal tuo nuovo capriccio “affidabilità top”?

Settemilacinquecento feedback di amici che in questi anni sono stati contenti di noi, e tu dai credito a sei, dico sei impazienti ed uno scellerato? Che ho anche il dubbio che stia giocando sporco solo per portarti via da me?
Rifletti mia cara, rifletti. Io mi prenderò una pausa di riflessione lunga non so quanto in cui mi limiterò ad usarti, come tu fai con me.

Rifletti anche tu, e se capirai, allora sarà tutto ancor più bello di prima.
Io intanto offro il mio caffè al mondo anche senza di te.

mercoledì 4 gennaio 2012

Caffè Carbonelli tra soddisfazioni, realtà, e progetti.

Ho da qualche giorno pubblicato il mio primo post dell'anno. Solo che non avevo, però, prima pubblicato l'ultimo post dell'anno.
Eh, lo so, io so un pò così. Sarebbe stato senza dubbio impostato sull'articolo dedicato a Caffè Carbonelli, comparso sul n. 50 de L'ESPRESSO del 9 Dicembre.
Riprendo la foto di quell'articolo e ve la pubblico qui di fianco. Credo che l'articolo sia leggibile, ingrandendola.

Inoltre, riporto, di sotto, il link di un mio intervento su datamanager.it - il portale dell' ICT professionale, dove, intervistato dall' amico Antonio Savarese, racconto brevemente, in un articolo che lui ha titolato "Caffè Carbonelli, leader nell' e-commerce", quelle che sono state le tappe del nostro approdo online come azienda, i risultati ottenuti, il mio pensiero sul potenziale che le nuove tecnologie possono avere sul business e sulle pmi. Insomma, il pensiero, e il percorso che ci hanno portati ad essere una case history.

domenica 1 gennaio 2012

Il primo post dell'anno. Ma il mio anno è tutta la vita. Ergo: un mio post.

Oggi scrivo.

Sapendo che spesso non vengo capito neanche da chi mi è più vicino, ma che avrò sempre qualcuno vicino. Quelle persone che ti vogliono bene e basta. La famiglia. E persone che per un pò diventano la tua famiglia.

Sapendo che ho amici con cui non ho piu voglia di prendere un caffè, e altri che non hanno più voglia di prendere un caffè con me. Che ho tanti “social friends” in più, con cui un caffè forse non lo prenderò mai, e che ho tante persone con cui prendo caffè molto spesso e che non capirò mai se considerare amiche o boh.

Ma oggi scrivo. E non sarà marketing, e non sarà poesia o filosofia.

Non ci credo agli anni numerati. Al fatto che una notte all’anno bisogna mangiare di tutto, bisogna sparare qualche botto, e gridare “auguri” a tutti quelli che incontri, brindare con bollicine, ecc. per decretare la fine di un anno brutto e l’inizio di quello buono. Perché poi è sempre così. Mai nessuno che dice “speriamo che il nuovo anno sia almeno come quello vecchio”.

In tre secondi dovrebbe il male tramutarsi in bnene.

23.59.59 NERO - 00.00.00 GRIGIO - 00.00.01 BIANCO ???

Eh, no, non è proprio così. Diciamo che è sempre tutto bianco. E che noi coloriamo poi tutto come meglio crediamo. Poi il nero è quando proprio non si riesce a vedersi. Ed è giusto prendersi anche quei momenti lì. Servono comunque.

Del resto, dalla notte del trentuno dicembre a quella del primo gennaio non cambia poi molto. Inverno era ieri notte, inverno sarà stanotte. Chi è stato in compagnia il trentuno dicembre, probabilmente sarà in compagnia anche il primo gennaio, e chi è stato solo il trentuno dicembre, probabilmente sarà solo anche il primo gennaio. Ah, poi c’è chi è capace di scegliere di stare solo quando vuole, e in compagnia quando vuole, e di chi vuole. E a questi va tutta la mia stima.

E poi vedi l'arcobaleno a tutte le ore negli occhi di un bambino. E tutto è comunque bello nell'accezione più semplice del termine.

Comunque credo che numerare convenzionalmente il tempo che passa, sicuramente serva. Serva per dare una data di scadenza al caffè, per dargli un numero di lotto, e per capire quanto tempo è passato prima che il numero di caffè che si prendeva qualche tempo fa cominci a far battere più velocemente il cuore, o a far correre più spesso al cesso.

Il tempo che passa, il caffè che resta. Io che guardandomi da dentro vedo quest’anno come un anno di immobilità, ma pieno di cambiamenti. Che cazzo di controsenso. E il mio mondo che invece si è evoluto, è cambiato, è cresciuto, si è perso e ritrovato, ho cercato un giorno e l’altro l’ho lasciato andare.

Il mio mondo che è un tutt’uno di lavoro, affetti, emozioni, vita. E magari pure amore, va. I miei giorni che non formano un anno, ma che riempiono una vita. Ecco.

Come faccio a fare un resoconto dell’anno passato? A me risulta difficile. Dovessi farlo come “Caffè Carbonelli” allora, dovrei travestirmi da logo e ne verrebbe fuori un anno fantastico. Ricco di soddisfazioni e novità positive. Di tante basi su cui lavorare e costruire. Che difficilmente si tramutano in profitto, ma in investimento. E Che contano molto più di un sei al superenalotto.

Ma visto che sono sempre più convinto che dietro un’azienda ci sono gli uomini, ecco che torno in me, tolgo i panni del logo e “Caffè Carbonelli” ritorna a far parte di me uomo. Ed è ovvio che non tutto l’anno è stato bello. Ah no.

Una data esatta di quest’anno non la dimenticherò mai. Io cerco di pensare a tutto quest’anno e non vedo nulla prima di quella data di giugno. La convenzione vuole che proprio quel giorno, tutti gli anni, cominci l’estate. La stagione più bella. Beh, quel giorno fu il primo di una ventina di giorni neri, durante cui ho (abbiamo) rischiato di perdere quella che è sicuramente una delle presenze più importanti e ingombranti nella vita di una persona.

Una ventina di giorni che non ti fanno muovere per mesi. Se non per inerzia. Mesi durante i quali, per rimanere a galla, ti butti nel lavoro e nel lavoro ritrovi la voglia di fare. Mesi durante i quali crei il caffè, parli di caffè, vendi più caffè, pensi di caffè, e però non puoi prendere caffè perché paradossalmente anche quello ti è contro. E quasi dimentichi che sapore ha.

Giorni, mesi che passano, e che producono nuovi progetti, nuovi prodotti, nuovi pack, nuovi accordi. Mesi di lavoro che ritrovi poi un giorno sulla pagina di “L’ESPRESSO”, nella sezione economia, in un bel po’ di righe ed una foto, che agli altri riassumono i risultati di tante ore di lavoro, e come si è arrivati. E a te, quelle stesse righe, o forse quegli spazi bianchi tra quelle righe, producono occhi lucidi di giorni neri, mani e vetri rotti, notti in bianco, voglia di andare e di restare e crescere comunque. E riassumono un momento della tua vita. Pieno di reazioni. A volte eccessive, a volte troppo istintive, a volte ritardate, a volte ricercate e non trovate, a volte sperate e rimandate. Ma pur sempre arrivate. E ti rendi conto che tutte ste reazioni sono le varie sfumature con cui stai riempiendo il bianco della tua vita.

Ecco cosa mi auguro per i giorni a venire. Tante reazioni vere. Non importa se belle o brutte. Certo la cosa migliore sarebbe quella di avere sempre reazioni giuste. Ma fanculo, come al solito, tutto ciò che è solo giusto. E quindi Auguro a me e a chi voglio bene, tante reazioni vere a tutto ciò che accadrà. Tutto ciò che è vero andrà sempre migliorando e diventerà il bene.

E il sapore del mio caffè è sempre più buono e più intenso.

giovedì 11 agosto 2011

I politici su facebook. Conoscono la differenza tra Weber e Zuckerberg ?

Sono ormai mesi che anche cariche istituzionali, artisti, ecc. ci bombardano dalle proprie pagine Facebook.
Più che concentrarmi sui "clippini" di Vasco, che personalmente trovo una forma di informazione stupenda, che lo spoglia da "mito" e lo identifica come uomo. Che lo renderà paradossalmente ancor più "mito" in quanto "uno di noi, che dall'apice vive come noi"; vorrei concentrarmi sui posts informativi dei sindaci della mia regione (sicuramente ci saranno altre cariche o personaggi che lo fanno e su cui però non è caduta la mia attenzione).
Se oggi guardate la fanpage FB di Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), che ha cominciato da poco, o ancor di più quella di Vincenzo De Luca (sindaco di Salerno), noterete una quasi frenesia nell' informare i proprio fans delle belle iniziative portate avanti dal comune o dagli assessori, un autocompiacimento che personalmente definisco ridicolo. Informare i cittadini sull'andamento della situazione e dei problemi della propria città, è un qualcosa di assolutamente essenziale, doveroso, e sotto questo punto di vista ben venga qualsiasi nota informativa emessa ufficialmente e pubblicamente. Ma se ogni post è scritto sulla propria pagina personale, per esser preso semplicemente in visione, allora non sarebbe più opportuno creare delle vere e proprie bacheche in città? dei punti fissi dove aggiornare settimanalmente sulle opere in corso, dove tutti i cittadini, anche i più anziani, anche quelli che con i nuovi media non camminano a braccetto, possano conoscere i movimenti del proprio comune e del proprio sindaco?
Dico questo perchè i social network, FACEBOOK, non è un mezzo di INFORMAZIONE, ma di COMUNICAZIONE. E ancor più ridicolo è pensare che magari dietro le pagine dei sindaci in questione possa esserci una agenzia che studia questa determinata propaganda. Pubblicare informazioni e poi lasciarle lì senza interazione, senza una risposta a una domanda, con centinaia di commenti sotto ogni post, che sia di critica positiva o negativa, senza però nessuna discussione, nessun dialogo con l'autore del post. E' un qualcosa che non ha nulla a che fare con gli slogan in voga nell'ultima campagna elettorale "operiamo dialogando con i cittadini, ecc.". Volete informare? AGGIORNATEVI! è giustissimo usare i social network come mezzo per comunicare/informare, ma per favore, imparate a conoscerli prima di lavorarci su. studiateli. Hanno inventato TWITTER che, lo so, è difficile da usare per chi ha bisogno di scrivere quattro righe invece che una. E allora studiate di più, diventatene capaci, o affidatevi a chi fa questo per mestiere. E' INUTILE AVERE 100.000-200.000 FANS SU FACEBOOK SE POI QUESTI DEVONO FARE SOLO I BURATTINI ACCONDISCENDENTI.
E' fastidioso leggere le belle opere (perchè poi dell'ultimo morto ammazzato, risucchiato da una voragine aperta a causa delle infiltrazioni stradali, problema decennale, non vi è alcun post), con sotto migliaia di commenti, domande, richiesta di approfondimenti, e non ricevere alcun dettaglio poi.
Vedere queste fanpage è come vedere quella del Papa piena di preghiere, e sotto migliaia di "Amen" (che poi se non ricordo male avevo sentito una notizia dell'approdo del vaticano su facebook. Andrò a controllare).

Weber scrisse "la politica come professione" (Che invito a leggere per un arricchimento generale), qui sembra che invece l'uomo politico non nasca come frutto di studi, che non si diventa politico per gradi, tanto da definirla poi una professione; ma che ogni professione voglia essere presa e portata avanti dalla presunzione di un uomo messo sul trono politico.
Ergo: Ben venga un "political marketing", un "marketing personale", ma, cazzo, imparate ad usare i mezzi a disposizione nel migliore dei modi!


martedì 12 luglio 2011

Stupid Marketing

Quando un tuo competitor comincia a copiare il tuo operato e' sempre motivo di vanto e orgoglio. Nonche' luce che illumina nuovi stimoli e nuova creativita'.
Cominciare copiando non e' sbagliato. Credo che per creare nuovi mercati e far crescere, innovando, quelli già esistenti, bisogna prender spunto da chi e' già riuscito a farlo. I migliori maestri, quando un allievo promettente e' a corto di idee, suggeriscono di scegliere un buon esempio e cominciare col copiarlo. Detto ciò, ognuno, anche chi si trova avanti anni luce rispetto a chi e' dietro a rincorrerlo, ha dovuto compiere i propri errori. La stupidita' del competitor disattento, che si tramuta in sana goduria per chi vanta l'originalità dell'operato, sta nel non accorgersi di stare iniziando il proprio lavoro copiando il piu grosso errore che ha commesso chi gli e' d'avanti.

mercoledì 4 maggio 2011

Caffè Carbonelli Sponsor al 62° Gran Premio Lotteria di Agnano.

La Torrefazione Carbonelli sarà Sponsor ufficiale al 62° Gran Premio Lotteria di Agnano, che siterrà il giorno 8 Maggio presso la suggestiva struttura dell' Ippodromo di Agnano (NA).
Una Pmi di valore. Una pmi che sta emergendo e diventa sempre meno Piccola. Una piccola impresa che dà vita ad una vera e propria Intrapresa. Un' azienda che, grazie alla qualità del suo prodotto, ed all'offerta innovativa con cui si presenta ai propri clienti, è riuscita negli ultimi tempi ad arrivare a prestigiosi traguardi. Ultimo il riconoscimento, ricevuto al SMAU business 2011 di Roma per la categoria ecommerce e web-marketing, come pmi capace di distinguersi grazie all' Information and Communication Technology.
Questi risultati sono balzati agli occhi degli organizzatori del 62° Gran Premio Lotteria di Agnano, uno degli eventi più prestigiosi del panorama Ippico italiano, i quali hanno fortemente voluto tra i partner ufficiali della manifestazione, la Torrefazione Caffè Carbonelli, che rispecchia l'animo dell'evento. Il rilancio di una città proveniente dallo spirito positivo di una giovane Impresa Napoletana innovativa e sempre più apprezzata nel proprio settore di competenza.


giovedì 14 aprile 2011

La Torrefazione Caffè Carbonelli segnalata da SMAU come pmi capace di innovarsi con l'ausilio della ICT.

L'influenza mi costrinse a non partecipare alla premiazione del 30 Marzo a Roma, ma oggi con orgoglio mi ritrovo sulla scrivania la targa assegnata da SMAU a Torrefazione Carbonelli, testualmente per " Essersi segnalata tra le imprese del Centro Italia che hanno innovato il proprio business attraverso l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT)." Ed inoltre la guida SMAU business 2011, dove tra la sezione "Casi di successo" vi è pubblicata la nostra case history. Quindi con fierezza ve ne faccio partecipi.
La vedranno come un autocelebrazione? Ce ne freghiamo. Vogliamo autocelebrarci! Siamo una PMI, anzi, una Microimpresa, siamo giovani, produciamo un prodotto di qualità nettamente superiore ai più noti brands di caffè, portiamo avanti la tipicità del nostro prodotto artigianale, e lo facciamo avendo base fisica in una città come Napoli, che è inutile commentare sotto il profilo dell'economia. E tutto questo lo facciamo con un budget minimo da investire in pubblicità. Noi non ci possiamo ancora permettere testimonial famosi, ecc. La nostra pubblicità è la comunicazione del nostro lavoro. Comunicarvi tutti i nostri passi. I nostri migliori testimonial sono i nostri clienti. Tutti coloro che hanno fatto l'esperienza dell'acquisto online sul nostro eshop, tutti coloro che giorno dopo giorno fanno crescere la nostra pagina di feedback sulla più importante piattaforma di commercio elettronico testimoniando tutto ciò che mi sto permettendo di farvi leggere. Dando delle fondamenta alla nostra AUTOCELEBRAZIONE. Stiamo esagerando? Eh, abbiate un pò di pazienza, ci prendiamo quelli che sono i nostri meriti, e cerchiamo di coinvolgere chi ci apprezza, semplicemente raccontando con orgoglio, la nostra storia. Non soltanto investendo sui nostri clienti con promozioni varie, ma INTRAPRENDENDO un progetto che soltanto con l'apporto e la fedeltà di tutti voi, che cerchiamo giorno dopo giorno di ripagare con la nostra professionalità e con la qualità del nostro prodotto, può arrivare a compimento. Questi riconoscimenti ci fanno credere che siamo sulla strada giusta.
Noi Siamo. Noi Produciamo. Noi COMUNICHIAMO ciò che siamo e che produciamo.

mercoledì 30 marzo 2011

Caffè Carbonelli premiato a Smau business 2011

Oggi sarei dovuto essere a Roma per ritirare la targa allo Smau Business 2011. La nostra azienda è stata inserita tra i casi di successo per la categoria web marketing ed e-commerce.

Purtroppo però sono bloccato a casa con l’influenza, e la targa mi sarà recapitata in questi giorni.

Pensavo di scrivere un post successivamente per raccontarvi l’esperienza di Roma, ma non sarà possibile. Quindi vi riporto semplicemente l’articolo redatto che parla della nostra case histoy

L’azienda

La Torrefazione Carbonelli, fondata nel 1981 da Pietro Carbonelli, è un’azienda a conduzione familiare che oggi opera sul mercato continuando la tradizione del caffè napoletano. La Torrefazione Caffè Carbonelli si è specializzata nella produzione artigianale di miscele per bar, cialde e capsule, a partire dalla selezione delle miscele fino al processo di tostatura a legna. La Torrefazione Caffè Carbonelli produce sei varietà di miscele di caffè in grani: per ogni miscela vengono selezionati semi provenienti da diverse piantagioni di caffè. Dal 1999 la gamma prodotti comprende la produzione e la commercializzazione di cialde Ese prodotte in tre miscele alle quali si affiancano le capsule standard monodose. Inoltre, la Torrefazione Caffè Carbonelli effettua produzione e confezionamento di prodotti per conto terzi.

Il sito di eCommerce

A partire da giugno 2006, con l’obiettivo di ampliare il proprio mercato di riferimento interagendo direttamente con il consumatore finale, la Torrefazione Caffè Carbonelli ha iniziato commercializzare il Caffè Carbonelli creando un proprio spazio eCommerce sulla piattaforma di ebay.it. Il successo ed i risultati ottenuti attraverso il canale di commercio elettronico sono testimoniati dagli oltre 5700 feedback positivi acquisiti senza collezionare alcun commento negativo da parte dei clienti, nonchè dalla qualifica di migliori venditori della piattaforma per la categoria PMI. La consistente crescita conseguita anche attraverso la vendita online dei propri prodotti ha spinto l’azienda a dotarsi più che di un sistema gestionale, di un vero e proprio ERP (enterprise resource planning) per migliorare il controllo sui processi di produzione, logistici e commerciali, monitorando dettagliatamente, quindi, anche le transazioni con ciascun concessionario, distributore o cliente privato. L’accresciuta importanza delle vendite generate dal canale di commercio elettronico ha indotto l’azienda napoletana a realizzare nel 2010 il Caffè Carbonelli Shop (www.caffecarbonellishop.com), un sito aziendale di eCommerce attraverso il quale sono già state portate a termine oltre 4000 transazioni. Accedendo all’eShop è possibile l’acquisto dell’intera gamma di prodotti Carbonelli: caffè in grani, cialde Ese, capsule, caffè d’orzo, tisane e macchine per il caffè espresso. Per i clienti che richiedono servizi conto terzi è possibile l’acquisto online di confezioni di prodotto personalizzate con il proprio marchio con consegna gratuita e garantita in 48 ore. Il sito, inoltre, consente la scelta di diverse modalità di pagamento, compreso il contrassegno. Parallelamente allo sviluppo del sito di eCommerce, l’azienda napoletana ha avviato un servizio di customer care. Ciascun cliente ha la possibilità di utilizzare un numero verde (800.199.717) che consente di contattare telefonicamente l’azienda per chiedere informazioni e chiarimenti. Inoltre, è possibile accedere al profilo della Torrefazione Caffè Carbonelli su Facebook, sul quale vengono pubblicate offerte speciali dedicate. Dalle pagine del profilo si giunge alle corrispondenti pagine Web del sito di eCommerce dal quale si può scegliere l'offerta che si desidera. I pagamenti vengono automaticamente scontati della percentuale indicata dalle inserzioni. Infine, nell’ottica di sviluppare una strategia di comunicazione completa attraverso il canale dei social media, la Torrefazione Caffè Carbonelli ha attivato un proprio profilo su Twitter, che rappresenta un ulteriore canale per fidelizzare i clienti esistenti.


I benefici

Il canale di commercio elettronico ha permesso alla Torrefazione Caffè Carbonelli di accrescere il proprio volume d’affari anche durante il recente periodo di crisi per l’economia italiana. Attraverso il nuovo sito l’azienda ha potuto raggiungere anche altri mercati geografici oltre i confini regionali sia in Europa (Polonia, Inghilterra e Grecia) sia in nord America (Stati Uniti e Canada). L’ampliamento del mercato di riferimento si è tradotto in una consistente crescita del fatturato, decuplicato nel corso degli ultimi quattro anni. Inoltre, attraverso il sito è stato possibile ampliare la rete di distribuzione, in alcuni casi attraverso clienti finali che colgono l’occasione per rifornirsi online, allo scopo di rivendere localmente i prodotti della Torrefazione. Un blog, un numero verde attivo, la presenza su Facebook e su Twitter hanno permesso di fidelizzare i clienti attraverso innovativi canali che assicurano una tempestiva customer care. A testimonianza dell’efficacia di tale approccio, il primo feedback negativo ricevuto nel 2010 su ebay.it per mancata consegna della merce, è stato risolto nelle due ore successive alla lettura del richiamo, dimostrando la capacità della Torrefazione di personalizzare il servizio al cliente.

giovedì 24 marzo 2011

E nella newsletter di Comunicaffè del 22 Marzo compare il Curriculum Cafè di Caffè Carbonelli & Mad in Italy

Ero concentrato sul mio lavoro, quando pochi minuti fa ricevo la telefonata di un mio fornitore di Milano che esclama: "Sig. Carbonelli, glielo devo proprio dire, la sua attività mi piace!"

Lo ringrazio, e gli chiedo a cosa debba tanto entusiasmo, e lui mi fa: "Ma come, ieri una delle riviste quotidiane più seguite ha parlato di lei, della sua attività ecommerce, e delle sue belle e importanti iniziative". Sorrido, mi sorprendo, gli chiedo i dettagli, e lui mi gira il link con l'articolo apparso ieri sulla rivista online "comunicaffè". Ed eccolo qui che ve lo riporto.

CAFFÈ CARBONELLI – Con e-bay moltiplica il fatturato e sponsorizza il primo Café Curriculum 'Mad in Italy!

SIENA – La notizia arriva da Siena. In margine alla presentazione di Mad Curriculum, un offerta agli studenti universitari per trovare lavoro con la rete, la Torrefazione Caffè Carbonelli, che è sponsor dell’iniziativa, ha rivelato da quando iniziare a vendere i suoi prodotti principalmente attraverso ebay, in pochissimo tempo è riuscita a moltiplicare il suo fatturato diventando uno dei primi venditori sul sito delle aste online.

Di qui la disponibilità a sponsorizzare un’iniziativa legata al web, attraverso la quale magari anche individuare nuovi collaboratori. Di che cosa si tratta è presto detto: giovedì 24 marzo, dalle 10.30 alle 15, gli studenti senesi potranno registrare il Mad Curriculum AAA giovani talenti cercasi.

L’appello lanciato dalla Milc, con la campagna www.progettomadinitaly.it esce dal web e giovedì 24 marzo incontrerà gli studenti dell’università di Siena, in occasione del primo Café Curriculum.

Il tutto, ovviamente, accompagnato da un buon caffè, grazie al partner dell’iniziativa Caffè Carbonelli.

La caccia partirà dal terzo piano del Complesso S.Niccolò a Siena, presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, via Roma 56, dalle 10.30 alle 15.

Il team Mad, grazie al contributo di Caffè Carbonelli, l’azienda mad che ha deciso di dare modo a tutti gli studenti di raccontarsi in maniera creativa ed originale, o di rilasciare una propria breve presentazione di fronte alla telecamera.

Il contributo verrà poi pubblicato nella speciale sezione della

community, in modo da entrare in contatto con le oltre 140 aziende presenti nel database online.

Mad in Italy è un progetto nato per promuovere e far conoscere le idee imprenditoriali di successo realizzate in Italia oltre che per valorizzare i talenti italiani: i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e i professionisti in cerca di nuovi stimoli professionali.

domenica 20 febbraio 2011

Caffè Carbonelli fa scuola al Giappone

Il giorno 3 febbraio era un classico giovedì lavorativo (e lo è rimasto. quindi non so perché questo inizio, ma mi piaceva) tra decine di email, ordini da gestire, clienti da tenere a bada, fornitori da sollecitare, social network da moderare.

Poi d’improvviso una telefonata: “sono il sig. ……… le chiedo scusa per la telefonata che le sembrerà strana per la fretta che le metterò nel darmi una risposta, ma i tempi sono ormai brevi, ed ho necessità di organizzare questa visita. Il giorno 18 ci sarà, in Italia, una delegazione di tredici giapponesi, tutti imprenditori nel settore Caffè, e vorrebbero avere l’onore di poter visitare la sua azienda ed essere spiegati, la cultura, la lavorazione, del vero caffè espresso napoletano.”

Io ero diffidente, molto, e rispondo: “sig. ……. Io la ringrazio innanzitutto per l’attenzione rivolta alla nostra azienda e al nostro prodotto, ma mi perdoni, una domanda mi viene spontanea: a circa cinquecento metri in linea d’aria dalla nostra struttura, c’è una delle torrefazioni di caffè più rinomate e pubblicizzate. E non solo, a Napoli ci sono altre torrefazioni molto più grandi ed affermate della nostra, come mai i sig.ri giapponesi hanno scelto la nostra?”

“Sig. Carbonelli è semplice, e credo che lei avrebbe fatto lo stesso loro ragionamento: loro vogliono provare l’emozione di veder nascere il caffè. È come se volessero assistere a un parto, sentire sulla pelle i brividi delle urla di una mamma, il suono del primo pianto di un neonato, capire l’amore, il contesto in cui la creatura nasce, e una volta che la creatura sarà cresciuta, poter dire di averla vista nascere. Andare a visitare Kimbo, o Illy, sarebbe come portarli direttamente alla festa di laurea di un ragazzo che non hanno visto nascere e crescere. Potrebbero mangiare a sbafo, brindare con lui con il miglior champagne in circolazione, ma al rientro in Giappone gli sarà restata soltanto la pancia piena e una leggera sbronza. Loro vogliono tornare a casa con l’aroma del caffè sugli abiti, perché sa, ciò che si dice degli orientali non è sempre vero. Loro apprezzano e cercano di portare avanti anche il vero prodotto tipico artigianale. Certo, io sono del parere che ognuno dovrebbe puntare sul proprio prodotto, ma che ci vuole fare, la storia ci insegna che sono popoli che hanno sete di cultura, di conoscere anche l’occidente con le sue tipicità, e mi hanno espressamente chiesto di portarli a visitare la Torrefazione Carbonelli.”

Io intanto lo ascoltavo con un ghigno misto tra emozione e soddisfazione, avrei voluto che la spiegazione del “perché noi”, l’avesse ascoltata mio padre direttamente. Gli rispondo con un semplice “Va bene, sarà un piacere poter aprire le porte della nostra Torrefazione ai sig.ri Giapponesi”.

Due giorni fa, venerdì diciotto, li abbiamo ospitati. Quattordici giapponesi, tra importatori di caffè crudo, torrefattori, ed imprenditori (proprietari di caffetterie), e la sig.ra Yoriko, interprete ed organizzatrice della visita, a cui va il mio personalissimo ringraziamento. Sono state due ore intense. Ognuno con il proprio blocco note e la propria macchina fotografica. Ascoltavano interessati ogni minima parola che la sig.ra Yoriko traduceva. Fotografavano i singoli chicchi di caffè delle nostre miscele. Odoravano le nostre cialde di caffè appena prodotte, e non riuscivano a credere che riuscissero a sprigionare davvero quell’aroma come si legge dalle nostre recensioni. Sbarravano gli occhi nel vedere i nostri pezzi di legna di quercia alimentare il fuoco vivo che scalda il forno della torrefattrice che cuoce il nostro caffè. E non vi dico le loro espressioni quando poi l’hanno visto uscire fumante, il nostro caffè, dal forno alla vasca, e con quel profumo, che però non è quello che voi tutti conoscete, ma è quello di caffè cotto, tostato, fresco, vivo, lacrimante, si, perché voi non lo sapete, ma il caffè fresco lacrima.

E vedere insieme la mia famiglia, accogliere, raccontarsi e raccontare il proprio prodotto a persone provenienti dall’altra parte del mondo, con usanze e cultura totalmente diversa beh, ecco queste sono le cose, vere, che non hanno prezzo. Vedere mio padre, Pietro Carbonelli, e sentirlo raccontare, piano, con voce fiera, il ciclo produttivo che dà vita al nostro caffè, a ventotto occhi a mandorla che lo fotografano, beh, credo che per noi, suoi figli, sarà una delle immagini che ci porteremo sempre nell’anima.

Ecco perché noi.